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Castello di Poggio
Il castello originario, posto su una collina dal quale prende il nome, venne distrutto nel 1348 su ordine della Repubblica di Firenze, per porre termine alle minacce della famiglia Del Manzecca, proprietaria di numerosi fondi nella zona e responsabile della pratica del brigantaggio in tutta la Val d'Arno .
Nel 1469 passò agli Alessandri, che vi fecero costruire una "Casa da oste", una villa con mura merlate simile a quelle di Careggi o di Cafaggiolo. La famiglia tenne la proprietà fino al 1625, dopodiché passò a numerose famiglie quali i Girolami, i Bonaccorsi, i Marucelli, i Brunaccini, i Mantellini (dal 1826), i Casini e infine i Forteguerri di Pistoia.
Durante i numerosi passaggi la costruzione mantenne un aspetto pressoché inalterato, fino al 1855, quando i Forteguerri fecereo creare nuove stanze e, all'inizio del Novecento, abbatterono il ballatoio della torre e eressero una nuova ala merlata al posto di una vecchia casa colonica in maniera da ricomporre l'aspetto di un antico castello medievale, ispirandosi, in scala minore, a quanto accadeva al vicino castello di Vincigliata. I lavori vennero condotti dall'architetto più importante in Toscana della corrente neogotica, Giuseppe Castellucci, autore di numerosi restauri e ripristini di edifici, talvolta radicali, che si fece interprete di quella ricerca del passato medievale e rinascimentale per l'esaltazione di un'identità regionale e nazionale.
Nel 1911 pervenne alla famiglia Baduel Zamberletti, che trasformò il cortile in un prato con alti cipressi. Il muro di cinta venne abbassato dando più luce al giardino e tutt'ora sono visibili le tracce dell'altezza originale della struttura di cinta sulle pareti della cappella. Alla morte di Aida Baduel Zamberletti, ultima discendente familiare, il complesso venne donato alla neo istituita Fondazione Baduel Zamberletti, dedicata all'educazione ed all'insegnamento per i trovatelli e gli orfani. Di recente, nel solco di questa tradizione, vi è ospitato il Centro di Studi sulle Arti figurative.
Il grande bosco attorno al castello che fa parte della proprietà è composto da lecci, castagni, querce e cipressi, punteggiato da statue e con alcuni uliveti tenuti a prato.
Note:
Per tutti i pasti in hotel ed il cenone di Capodanno al Castello, la sistemazione avverrà in tavoli comuni (e non in tavoli singoli). Quindi al Vostro tavolo sarete in compagnia di altri nostri Clienti per trascorrere tutti insieme in allegria il Capodanno. Gli eventuali spostamenti da e per il luogo dove si tiene il veglione e il cenone sono da effettuarsi con mezzi propri ove non indicato diversamente.
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