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Dal punto di vista paesaggistico e geologico, l'Amiata presenta una varietà di forme particolare:l'Amiata infatti è un vulcano che non presenta la classica forma a cono, ma appare come una sommatoria di cime che oggi rende difficile dire con certezza quale fosse il cratere principale. Nella fascia del Castagno, in particolare nei comuni di Arcidosso, di Castel del Piano e di Seggiano, si possono ammirare numerosi seccatoi, alcuni dei quali molto ben conservati, testimonianza della passata pratica di seccare le castagne. Un prodigioso scrigno dove si conservano memorie millenarie abbarbicate allo strato di lava sceso trecentomila anni fa Amiata terra di frontiera fin dal VII sec., con il consolidarsi della divisione tra "Tuscia Longobardorum" e "Tuscia Romanorum", e poi, nel corso dei secoli, sul confine fra il "Patrimonium Petri" e l'impero, la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana. Terra dove nell'alto medioevo le sovranità si fronteggiano e si sovrappongono, consentendo l'affermazione di poteri locali più o meno estesi come quello dell'Abbazia di S. Salvatore e degli Aldobrandeschi. Terra di transito, percorsa nel versante orientale dalla via Francigena, aperta dai longobardi in alternativa alla Cassia Romana.
Il nome Arcidosso si trova la prima volta in un documento dell'860 relativo ad alcune case e poderi di proprietà dell'Abbazia di San Salvatore. Il nome deriva probabilmente dal nome latino Arx e Dossum (Fortezza sul dosso ) Successivamente nel 1121 si trova nei possessi della famiglia degli Aldobrandeschi e vi rimane sino al 1274. In seguito viene , quale possesso dei conti Sforza di Santa Fiora assolve al ruolo di difesa contro le mire espansionistiche della Repubblica di Siena.Nel 1331, dopo un lungo assedio, i senesi espugnano il castello con le truppe guidate capitano Guidoriccio da Fogliano.
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