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A Capodanno scopri Arezzo e il Casentino , La sua posizione di estremo lembo nord orientale della Toscana ne ha sempre fatto una terra di possesso feudale più che di transito, una preda ambita per i Fiorentini che sempre lottarono per strapparla agli Aretini. I Guidi di Poppi erano signori di terre lavorate, e le guardavano con i loro Castelli che, ancora oggi, coronano le più forti e più belle posizioni: Romena, Porciano, Urbech, Castelleone, Castel San Niccolò, Borgo alla Collina, Montemignaio, Fronzola, son nomi conosciuti e in gran parte ricordati anche da Dante. Questa posizione, seppure marginale e la sua mistica bellezza hanno sempre fatto di Arezzo e del Casentino un luogo nel quale fu possibile ritirarsi in preghiera sulle vette ammantate di foreste, dove il fragore delle contese civili non giungeva che come un'eco di lontano mare in tempesta. San Francesco salì alla Verna come al luogo più caro della sua vita e sul crudo sasso ricevette le stigmate. San Romualdo gettò le basi del suo eremitaggio a Camaldoli dove la sola compagnia era il rombo del vento nella foresta. Ogni luogo è tra i più cari a Dante che vi fu prima come giovane cavaliere guelfo a Campaldino, e poi come ramingo proscritto. Acque fresche e limpide scrosciano da sempre verso l'Arno con nomi famosi come l'Archiano. Nelle secolari foreste che coprono le montagne a nord della valle è stato costituito il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
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